Aloe Vera Colon

Intestino protetto

Non contiene acqua, glutine e OGM.


Scelta di benessere

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Componenti e principali attività

Miscela di tre frutti: Amalaki (Phillantus emblica), Bibhitaki (Terminalia bellerica) e Haritaki (Terminalia chebula) conosciuta fin dai tempi antichi dalla medicina Ayurvedica. L’assunzione della Triphala, con la sinergia di questi tre ingredienti naturali che la compongono, ha azione soprattutto sull’apparato digerente:

• è assunta in particolar modo in caso di stitichezza e di problemi intestinali;

• aumenta le funzioni di assorbimento dell’intestino;

• migliora la funzionalità del fegato, favorendo l’eliminazione delle tossine;

• è ricca di antiossidanti e aiuta a neutralizzare l’azione dei radicali liberi.

Amalaki: È anche comunemente conosciuta come uva spina indiana ed è stato uno dei ringiovanitori più apprezzati dall’ayurveda per secoli. Il frutto è molto ricco di vitamina C ed è usato sia da solo che in combinazione con altre piante per il trattamento del freddo e della febbre comune, anche come diuretico, digestivo, lassativo, tonico per il fegato e antinfiammatorio.

Haritaki è chiamato anche il “re della medicina” tibetana. L’Haritaki è ampiamente usato nella medicina tradizionale dell’India e dell’Iran per trattare una varietà di problemi di salute tra cui la stipsi.

Bibhitaki: Possiede qualità detossinanti; è ampiamente utilizzato nella medicina ayurvedica tradizionale indiana per il trattamento del diabete e dell’alta pressione sanguigna.

Miscela di tre frutti: Amalaki (Phillantus emblica), Bibhitaki (Terminalia bellerica) e Haritaki (Terminalia chebula) conosciuta fin dai tempi antichi dalla medicina Ayurvedica. L’assunzione della Triphala, con la sinergia di questi tre ingredienti naturali che la compongono, ha azione soprattutto sull’apparato digerente:

• è assunta in particolar modo in caso di stitichezza e di problemi intestinali;

• aumenta le funzioni di assorbimento dell’intestino;

• migliora la funzionalità del fegato, favorendo l’eliminazione delle tossine;

• è ricca di antiossidanti e aiuta a neutralizzare l’azione dei radicali liberi.

Amalaki: È anche comunemente conosciuta come uva spina indiana ed è stato uno dei ringiovanitori più apprezzati dall’ayurveda per secoli. Il frutto è molto ricco di vitamina C ed è usato sia da solo che in combinazione con altre piante per il trattamento del freddo e della febbre comune, anche come diuretico, digestivo, lassativo, tonico per il fegato e antinfiammatorio.

Haritaki è chiamato anche il “re della medicina” tibetana. L’Haritaki è ampiamente usato nella medicina tradizionale dell’India e dell’Iran per trattare una varietà di problemi di salute tra cui la stipsi.

Bibhitaki: Possiede qualità detossinanti; è ampiamente utilizzato nella medicina ayurvedica tradizionale indiana per il trattamento del diabete e dell’alta pressione sanguigna.

Favorisce la digestione e sgonfia la pancia; stimola la mucosa gastrica e la produzione di bile, favorendo la digestione e aiutando anche in caso di inappetenza. è ricco di composti volatili, alcuni dei quali stimolano la secrezione degli enzimi digestivi presenti nella bocca, nello stomaco e nell’intestino. Aiuta l’intestino a liberarsi dei gas in eccesso.

Favorisce la digestione e sgonfia la pancia; stimola la mucosa gastrica e la produzione di bile, favorendo la digestione e aiutando anche in caso di inappetenza. è ricco di composti volatili, alcuni dei quali stimolano la secrezione degli enzimi digestivi presenti nella bocca, nello stomaco e nell’intestino. Aiuta l’intestino a liberarsi dei gas in eccesso.

L’Aloe Vera, è una pianta che appartiene alla famiglia delle Aloeacee; è molto resistente e cresce spontaneamente in climi secchi e aridi. Utilizzata in cosmetica e come integratore alimentare ed era già conosciuta presso gli Egizi, i Cinesi, gli Indiani e gli Arabi. In tempi moderni la sua diffusione avviene negli anni Cinquanta come rimedio fitoterapico per il trattamento delle ustioni e in seguito come attivo per le creme idratanti e succo da bere.

La parola Aloe pare discendere dal termine arabo alua, che vuol dire “amaro”, che in effetti è il sapore del succo completo che si estrae dalla pianta. Da qualunque pianta di Aloe è possibile ottenere due tipi di estratti, il succo e il gel, con caratteristiche chimico-fisiche molto diverse tra loro.

Il succo di Aloe è ottenuto per percolazione dalle foglie preventivamente incise. Il liquido così raccolto è fatto essiccare fino a ottenere una massa che – una volta raffreddata – assume una consistenza vetrosa. I principali componenti chimici del Succo di Aloe sono:

• Glucosidi Antrachinonici (tra cui l’Aloina), è a questi composti che si deve il drastico effetto lassativo del succo di Aloe

• Flavonoidi

Il Gel di Aloe si ottiene dalla parte centrale gelatinosa della foglia, per compressione o estrazione, da cui si ricava un prodotto privo – o comunque con quantità molto basse – di principi antracenici. Il Gel di Aloe non ha nulla a che vedere con gli antrachinoni e le proprietà lassative tipiche del Succo di Aloe. Il gel non è una droga lassativa, per cui non deve contenere antrachinoni o il loro quantitativo deve essere molto basso.

L’Aloe Vera, è una pianta che appartiene alla famiglia delle Aloeacee; è molto resistente e cresce spontaneamente in climi secchi e aridi. Utilizzata in cosmetica e come integratore alimentare ed era già conosciuta presso gli Egizi, i Cinesi, gli Indiani e gli Arabi. In tempi moderni la sua diffusione avviene negli anni Cinquanta come rimedio fitoterapico per il trattamento delle ustioni e in seguito come attivo per le creme idratanti e succo da bere.

La parola Aloe pare discendere dal termine arabo alua, che vuol dire “amaro”, che in effetti è il sapore del succo completo che si estrae dalla pianta. Da qualunque pianta di Aloe è possibile ottenere due tipi di estratti, il succo e il gel, con caratteristiche chimico-fisiche molto diverse tra loro.

Il succo di Aloe è ottenuto per percolazione dalle foglie preventivamente incise. Il liquido così raccolto è fatto essiccare fino a ottenere una massa che – una volta raffreddata – assume una consistenza vetrosa. I principali componenti chimici del Succo di Aloe sono:

• Glucosidi Antrachinonici (tra cui l’Aloina), è a questi composti che si deve il drastico effetto lassativo del succo di Aloe

• Flavonoidi

Il Gel di Aloe si ottiene dalla parte centrale gelatinosa della foglia, per compressione o estrazione, da cui si ricava un prodotto privo – o comunque con quantità molto basse – di principi antracenici. Il Gel di Aloe non ha nulla a che vedere con gli antrachinoni e le proprietà lassative tipiche del Succo di Aloe. Il gel non è una droga lassativa, per cui non deve contenere antrachinoni o il loro quantitativo deve essere molto basso.